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Le collezioni librarie

Fondo Giovan Battista Casotti


Nota di possesso
Nota di possesso su un volume del fondo donato da Giovan Battista Casotti
Il fondo è costituito dalla biblioteca privata e dai manoscritti donati dal conte canonico Giovan Battista Casotti nel 1731. "La libreria e suoi annessi" entrarono a far parte delle collezioni della biblioteca, dopo la morte del donatore, nell'agosto 1737. Nel complesso pervennero alla biblioteca ca. 1370 fra volumi e opuscoli, dei quali 5 incunaboli e 214 cinquecentine. Nell’inventario relativo al primo consistente nucleo di volumi donati, datato 22 agosto 1731 e sottoscritto dallo stesso Casotti, i libri erano divisi nelle seguenti materie: Biblia sacra; Libri studio sacrae scripturae; Commentaria in Vetus et Novum Testamentum; Libri ad theologiam pertinentes; Libri pertinentes ad doctrinam christianam; Libri ecclesiastici; Apparatus ad omnigenam historiam; Historia sacra et ecclesiastica; Libri concernentes historiam prophanam; Libri pertinentes ad philosophiam; Libri gramaticorum; Poetae et libri pertinentes ad poesiam; Libri pertinentes ad philologiam.

Giovan Battista Casotti nasce a Prato il 21 ottobre 1669 da Giovan Ludovico e da Maria Porzia Raffaelli, in una famiglia nobile d’origini bolognesi. Dopo i primi studi pratesi, in qualità di chierico, si perfezionò in ambito letterario a Firenze, dove i Medici lo accolsero a corte. Presi i voti, dal 1702 diresse l'Accademia dei nobili e insegnò geografia e filosofia morale. Dieci anni più tardi insegnò storia sacra e profana presso lo studium fiorentino, ma per volontà di Cosimo III dovette abbandonare l’incarico e entrare al servizio del futuro elettore di Sassonia, Federico Augusto.
Figura emblematica dell’erudizione toscana settecentesca, protesa alla ricerca filologia e al riordino del materiale preesistente, Casotti si dedicò in particolare allo studio dell’opera di Benedetto Buonmattei e a quella di Giovanni Della Casa.
Nel 1720, a seguito di una malattia, tornò nella città natale, dove ottenne un canonicato nella cattedrale e fu accolto dall'Accademia degli Infecondi. Già in precedenza, militava nella Crusca e nell'Accademia fiorentina, di cui fu censore nel 1709 e consigliere nel 1714. Era noto in Arcadia, con lo pseudonimo di Dalisto Maicerate. Fu accademico degli Innominati di Bra e degli Apatisti. Nel 1726 in precarie condizioni di salute si trasferì all’Impruneta, dove morì il 16 luglio 1737.

* Sul fondo librario si veda: Biblioteca Roncioniana, Manoscritti roncioniani, n. 1126.
** Su Giovan Battista Casotti cfr. “La cultura letteraria a Prato dal Medioevo all’Ottocento. Dizionario”, a cura di G. Pestelli, Prato, Piano B, 2011, pp. 90-92.


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